LCA.no e Greenwich a SOCOTEC company raccontano perché l’alleanza tra software evoluti e consulenza sul territorio è la risposta più concreta alla pressione normativa su piccole, medie e grandi imprese.
Due competenze che si completano
Da sole, né la tecnologia né la consulenza bastano. Senza qualcuno che conosca l’azienda, raccolga dati affidabili e sappia interpretare le norme, anche il miglior software resta uno strumento vuoto. Ma senza un supporto tecnologico adeguato, la consulenza non può crescere: ogni EPD realizzata a mano sottrae tempo che potrebbe essere dedicato ad altri clienti o a nuove opportunità. È proprio da questa consapevolezza che nasce la collaborazione tra LCA.no e Greenwich, i cui effetti si distribuiscono lungo tutta la catena del valore:
- le aziende produttrici, dalla piccola realtà al grande gruppo, ottengono le EPD nei tempi richiesti da gare e cantieri, affiancate da un interlocutore vicino e da uno strumento che resta patrimonio interno dell’impresa;
- i consulenti ampliano la propria capacità operativa, ottimizzando le risorse, e possono seguire più clienti senza perdere qualità o velocità;
- progettisti e stazioni appaltanti trovano sul mercato un’offerta più ampia di prodotti con EPD verificata, con più alternative conformi ai CAM e agli altri protocolli;
- il sistema Italia nel suo insieme guadagna competitività sui mercati europei, dove la dichiarazione ambientale si sta affermando come requisito ormai imprescindibile.
Mario Pinoli, CEO di Greenwich, sintetizza così il senso di questa alleanza: «Chi deve rispondere alla pressione normativa non ha bisogno solo di uno strumento o solo di un consulente: ha bisogno che i due lavorino insieme.»
Un’industria messa sotto pressione dalle norme
Per capire perché questa alleanza sia diventata necessaria, basta guardare a cosa sta succedendo alle imprese italiane. Il tessuto produttivo del Paese è fatto in larga parte di piccole e medie imprese, spesso eccellenze di nicchia con uffici tecnici snelli. Negli ultimi anni si sono trovate a gestire, quasi in contemporanea, una serie di obblighi mai affrontati prima:
- i Criteri Ambientali Minimi (CAM) hanno reso l’EPD uno degli strumenti principali per dimostrare le prestazioni ambientali dei prodotti da costruzione negli appalti pubblici;
- il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (UE) 2024/3110 introduce progressivamente l’obbligo di dichiarare le prestazioni ambientali, aprendo la strada al Passaporto Digitale di Prodotto;
- anche le aziende non direttamente obbligate si ritrovano a rispondere a questionari e richieste di dati sugli impatti, spesso sollecitati da clienti di dimensioni maggiori;
- nel settore privato, protocolli come LEED e BREEAM premiano i prodotti dotati di EPD verificata.
«Il risultato», spiega Pinoli, «è una domanda di studi LCA e di EPD che cresce più in fretta della capacità delle aziende di produrli. Un’EPD realizzata con il metodo tradizionale richiede raccolta dati, modellazione LCA, redazione del rapporto e verifica di parte terza: mesi di lavoro per un singolo prodotto, tempi spesso incompatibili con l’urgenza di rispondere al mercato, e insostenibili per un’azienda con decine o centinaia di referenze in catalogo.»
Come la tecnologia moltiplica la capacità di produrre EPD
È proprio per rispondere a questa pressione che LCA.no, azienda norvegese specializzata in soluzioni cloud per la documentazione ambientale e già scelta da oltre 5.000 utenti, ha sviluppato l’EPD Generator, uno strumento che cambia il modo in cui le EPD vengono realizzate.
Il principio alla base è semplice: invece di costruire ogni EPD da zero, si crea, con il supporto del consulente, un database aziendale o di settore contenente i dati ambientali su materie prime, energia, trasporti e rifiuti. Questo modello viene verificato da un ente terzo. Da quel momento, per ogni nuovo prodotto basta inserire composizione e dati di produzione: il sistema calcola automaticamente gli impatti secondo il formato EPD.
Poiché i dati di base e i calcoli non sono modificabili dall’utente, le EPD generate restano sempre coerenti con il modello verificato. In pratica:
- il produttore ottiene più EPD in meno tempo, a costi prevedibili, anche su intere gamme di prodotto;
- il consulente riduce le ore dedicate al calcolo ripetitivo, liberando tempo per analisi, strategia e miglioramento del prodotto;
- committenti e progettisti dispongono di dati confrontabili e aggiornati, disponibili ogni volta che servono.
Il ruolo del consulente, da esecutore a guida
Ma la tecnologia, da sola, non spiega tutto il valore di questa collaborazione. Il ruolo del consulente sta cambiando: non è più soltanto chi «fa l’EPD», ma chi accompagna l’azienda a capire quali dichiarazioni servono, per quali mercati, con quali regole di prodotto (PCR) e con quale Program Operator. Conosce i distretti produttivi, parla la lingua dell’ufficio tecnico e sa tradurre un requisito di gara in un piano di lavoro concreto.
Greenwich ha certificato oltre 1.000 progetti edilizi e seguito più di 900 certificazioni di prodotto tra EPD, PEP, FDES e Cradle to Cradle. Da luglio 2025 fa parte del Gruppo SOCOTEC Italia, all’interno di una business unit dedicata ai servizi ambientali con oltre 110 esperti, con esperienze di certificazione nei settori edilizio, dell’arredo, chimico e del design, tra gli altri.
Lavorando su più fronti, azienda, edificio, cantiere e prodotto, Greenwich ha una visione d’insieme sull’intera filiera: sa cosa chiede il progettista e cosa può offrire il produttore. È proprio questa visione a rendere il consulente un moltiplicatore di valore, a patto che non resti bloccato nella produzione manuale di ogni singolo documento.
Un modello pensato per il contesto italiano
Per l’Italia questo approccio è particolarmente importante. Un mercato fatto di tante imprese diverse, radicate nei territori, non si può servire con un modello unico calato dall’alto: servono presenza locale e strumenti condivisi. È proprio dall’integrazione di questi due elementi che nasce una partnership davvero efficace.
Dalla teoria alla pratica: il nostro webinar del 1° ottobre
La pressione normativa aumenterà nei prossimi anni: con il nuovo CPR e il Passaporto Digitale di Prodotto, i dati ambientali diventeranno parte stabile della scheda di ogni prodotto. La domanda non è più se fare le EPD, ma come farlo in modo sostenibile anche per l’azienda.
Ecco di cosa abbiamo parlato insieme nel webinar di giovedì 1° ottobre 2026. Non è stato un semplice webinar tecnico: abbiamo mostrato come consulenza e tecnologia lavorano insieme, portando al mercato un’alleanza forte, capace di guidare prontamente la filiera verso una competitività fondamentale sui mercati globali.
Non hai potuto partecipare al webinar? Contatta i consulenti di LCA.no per ricevere la registrazione completa.


